venerdì 6 novembre 2009

Pallavoliste italiane, pallavoliste giapponesi

Chi di voi segue la pallavolo italiana, se non ha Sky, se lo puo' scordare di avere informazioni su questo sport. Quanti di voi ad esempio, sanno che le pallavoliste italiane hanno appena vinto il secondo titolo consecutivo del Campionato Europeo? Credo pochi. La pallavolo italiana, che per anni, e' stata sulla cresta dell'onda mondiale, in Italia non fa notizia. Perche' lo dico? Oggi in aereo a Roma, le ultime a imbarcarsi sono state proprio loro. La squadra femminile italiana di pallavolo al completo, in "missione" qui in Giappone per un torneo. E i loro posti, dalle giocatrici, agli allenatori e tutto il resto dell'entourage, erano in economy class. Ragazzone alte piu' di un metro e ottanta, stipate e piegate in una poltroncina buona solo per un giapponese di vecchia generazione alto al massimo un metro e sessanta. Alla mia domanda: ma che ci fate qui in economy?" mi hanno risposto che loro viaggiano SEMPRE in economy. Faccio notare che il volo, era un volo Alitalia, e che la business e la first class era vuota!!!!

Qui in Giappone, invece, le foto delle pallavoliste giapponesi sono stampate su poster enormi all'interno delle metropolitane, delle grandi stazioni, su cartelloni pubblicitari. Io non so se siano i soldi che smuovono le societa' a stampare e a pubblicizzare i volti e le imprese delle pallavoliste giapponesi, ma sono sicura che vengono trattate meglio delle nostre campionesse. E la differenza non sta certo nei risultati. Le nostre certo meriterebbero maggior attenzione e maggior rispetto. Almeno in viaggi cosi' pesanti e lunghi.
Ma i giocatori di calcio hanno lo stesso trattamento?
Che domanda!!!!

E ora le novita', perche' domani ne avro'altre! E se avete bisogno di conoscere i prezzi, mandatemi una mail. A domani!

LIBRI
All about Clamp! Nuovissimo libro appena uscito di circa 300 pagine
Salty Dog VI (Gensomaden Saiyuki)
Disegner Japanese Quolomo (libro/rivista segli articoli dedicati a Naruto, Creamy mami, etc.)
Majokko Days

MANGA
Naruto vol. 48
Glass no kamen 44
Gantz edizione speciale con figura tipo revoltech allegata 4980 yen
To Love ru vol 16
Yu gi ho con card allegata vol 6
Claymore vol 17

CREAMY MAMI
Statua di Creamy che canta con microfono in mano della Fan Service
Spille rotonde chiusra spilla da balia diametro di 10 cm (due tipi diversi) della Quolomo
Mini stikers di Creamy alti circa 8 cm x 6 cm (due tipi diversi) della Quolomo
Mini stickers alti circa 8 cm x 6 cm di Posy e Nega
Statua di Creamy Mami versione Gothic Lolita
Cartoline commemorative della Quolomo (4 tipi diversi)
Canotta grigia con ricamo di Posy e Nega
Canotta bianca con ricamo di Posy e Nega
Maglietta bianca con disegno di Creamy Mami (4 tipi diversi)
Maglietta bianca con disegno di Posy e Nega
Maglietta nera con disegno di Creamy Mami
Maglietta nera con disegno di Posy e Nega
Thumber (bicchiere termico senza manico) 500 cl di Creamy Mami (4 tipi diversi)
Orologio Casio bianco con disegno di Creamy Mami

GADGET VARIE
Figure Nendoroid di Death Note
Trading Figure di Full Metal Alchemist alte circa 10 cm
Armer Plus Rekka no Ryo dei 5 Samurai Chogokin - Bandai
Sacchetto di pop corn con disegno di Gundam

GADGET VECCHI
Gioco elettronico (incomprensibile per me perche" tutto in giapponese) mai aperta e ancora scocciata nella sua confezione di Gokinjo Monogatari

Vestiti di ricambio delle bambole tipo Barbie di Marmalade Boy

Vestiti di ricambio delle bambole tipo Barbie di Sailormoon SS

Statua dei due personaggi di Lei e Lui (Kareshi Kanojyjyo)

mercoledì 14 ottobre 2009

IL MIO AMICO ULTRAMAN

SOLIDARIETA'


E' qualche giorno che penso a questo post, ed è strano. Di solito li butto giù di getto, senza neanche rileggerlo. Penso all'argomento o alla cosa strana accaduta nel viaggio e poi la butto giù, cercando di non essere troppo noiosa.
Ma è con titubanza che affronto questo argomento. La solidarietà, quasi inesistente, che ho riscontrato in tutti questi viaggi a Tokyo (credo questo sia stato il centesimo).
In orario di punta ho assistito una mattina di qualche anno fa, a una scena che mi ha lasciato incredula. Un uomo, abbastanza giovane, è uscito dalla carrozza della metropolitana in affanno e privo di forze. Si è accasciato sulla panchina posta sulla piattaforma e bagnato fradicio di sudore (i suoi vestiti si potevano strizzare) cercava di respirare ma lo faceva a fatica. Pallido, quasi bianco, non guardava nessuno in cerca di aiuto, guardava a terra e cercava solo di sopravvivere a questo malessere. Nessuno è sceso dalla metropolitana per soccorrerlo. Nessuno si è esentato dal salirne per soccorrerlo.
Un'altra volta ho visto una donna non vedente con l'usuale bastone bianco che in una grande stazione di cambio della JR Yamamote Line, stava imboccando le scale mobili nel verso sbagliato, voleva scendere e invece le scale salivano. La stazione era piena di persone e il bastone che lei picchiettava sulla piattaforma non poteva non avere attirato l'attenzione delle persone intorno a lei e certo le persone che stavano salendo da quella scala mobile non potevano non averla vista!!! Non erano loro i ciechi!

Nel libro "Undeground" Haruki Murakami scrive dell'attentato del 20 Marzo del 1995 alla metropolitana di Tokyo. E' una serie di interviste ai sopravvissuti di quella tragica esperienza, ciascuna raccontata in poche pagine, mai più di 4, ma nel suo solito stile molto diretto e visivo. Le immagini che si creano nella mente sono sempre molto chiare.
Almeno in tre casi gli intervistati hanno descritto l'accaduto più o meno in questi termini: "sono entrato nella carrozza, ho visto un uomo e una donna seduti uno di fronte all'altro, in una postura molto strana, innaturale. L'uomo era piegato in avanti su se stesso e la donna era accasciata sul fianco. Mi sono seduto come sempre e ho chiuso gli occhi per riposare". Tutte queste persone sono dei sopravvissuti che a distanza di un anno e mezzo dall'incidente (data delle interviste) riportano ancora le conseguenze del contatto con il sarin: mal di testa, cattiva visione, scarsa capacità di concentrazione, etc.
Se la pietà che ognuno di noi dovrebbe provare nei confronti del prossimo, avesse spinto questi intervistati a chiedere a queste persone se andasse tutto bene, si sarebbero subito accorti che la postura innaturale non era dovuta al sonno o ad altro, ma al fatto che stavano lentamente morendo davanti ai loro occhi, chiusi o aperti che fossero.

La "giustificazione" mai sentita e mai espressa per questo atteggiamento dei sopravvissuti, e esaltata dallo stesso Murakami a nobile qualità umana, è stata unica: il dovere al lavoro!

"dovevo andare al lavoro: avevo una riunione"
"dovevo andare al lavoro: avevo la febbre ma mi avevano appena promosso"
"dovevo andare al lavoro: c'era l'inaugurazione di un nuovo negozio"

Questa idea del senso del dovere al lavoro non ha permesso non solo di aiutare chi già stava morendo, ma ha posto in serio rischio di morte gli stessi sopravvissuti che lo hanno fatto coscientemente.

E, comunque, noi siamo migliori? E per noi intendo noi italiani. Sempre criticati e autocritici sulla questione dell'attaccamento al lavoro, soprattutto se si tratta di lavoro da colletto bianco.

Io penso di sì e spero che in futuro sia sempre così, anche se le nostre grandi città dovessero diventare delle altre Tokyo, spero che la nostra umanità prevalga su un debole senso del dovere, perché messi sulla bilancia, la solidarietà è migliore di qualsiasi altra qualità! Avere pietà degli altri significa avere pietà per se stessi, riconoscere nell'altro la nostra stessa umanità e identificarci nella sua sofferenza. Magari sbaglio.

Novità in uscita a ottobre:

Creamy Mami tazze in porcellana in 4 diverse versioni
Posy e Nega set di keychain in peluche in due versioni
Gintama figure alte circa 10 cm con piedistallo prodotte dalla Bandai sullo stile delle Portraits di Evangelion e degli Style di One Piece (6 personaggi diversi)
Gashapon 5 personaggi diversi di Full Metal Alchemist alti circa 7/8 cm
Fastener Mascot di Full Metal Alchemist alti circa 4 cm in pvc
Manga di Berserk vol. 34
Newtype 11 con una sezione dedicata alle Clamp, in allegato carte da gioco delle varie serie delle Clamp




giovedì 24 settembre 2009

I giapponesi e la birra

12 anni fa, quando cominciai a viaggiare qui in Giappone, dopo le 19 di sera era molto facile vedere gruppi o persone isolate, ciondolanti in metropolitana e nelle strade, ubriachi fradici. Ultimamente queste scene imbarazzanti sono diminuite, ma i contatti con le poche persone che conosco e i libri scritti da giapponesi che scrivono di giapponesi, fanno credere che questo atteggiamento sia solo un po' più nascosto, ma sempre vivo e vegeto nella società giapponese.
Nell'ultimo libro che ho letto di Haruki Murakami "L'elefante scomparso e altri racconti", tutti i protagonisti delle nove storie raccontate hanno un rapporto troppo confidenziale con l'alcool e soprattutto la birra. Alla domanda diretta che pongo a molti giapponesi: "ma tu la sera bevi e ti ubriachi?" la maggior parte delle persone mi rispondono molto tranquillamente "sì". Senza imbarazzo ma soprattutto senza vergogna. Non è con arroganza e/o atteggiamento di superiorità che io guardo queste persone, ma veramente mi lascia esterrefatta il desiderio di queste persone di chiudere le giornate, qualunque giornata: lavorativa, festiva, di vacanza, con una ubriacatura. Mi è capitato addirittura di accompagnare in un breve viaggio turistico qui in Italia un giapponese, che dopo le 16 era già ubriaco fradicio e passava il resto della giornata ciondolante e sonnecchiante ovunque. Nessuna bellezza romana, milanese e fiorentina, riusciva a superare il fascino della lattina di birra che richiamava la sua attenzione appena la possibilità lo consentiva. Questo mi fa pensare che forse non è la birra il veicolo per dimenticare una giornata lavorativa troppo stressante e faticosa, ma solo l'idea che la birra e l'ubriacatura sia l'apice del gaudio spirituale. E dopo queste ultime mie esperienze, dirette e letterarie, non credo di poter essere smentita. Mi dispiace pensare alle ore che queste persone perdono, ma soprattutto la perdita della gioia di passare le ultime ore della giornata con amici, mogli e figli invece che in compagnia di fredde e silenziose lattine di birra.

sabato 11 luglio 2009

Terremoti in Giappone

La prima cosa che faccio appena atterro a Tokyo, è correre subito alla mia solita Ryokan e dopo una doccia veloce, una veloce controllata a tutto quello che si è rotto in valigia e a quello che non c'è, e ci doveva essere, piango un po' e poi mi precipito subito ad Akihabara a fare una prima perlustrazione delle novità uscite. Akihabara è il quartiere dell'elettronica ed è per gli amanti del fumetto, dei giocattoli e dell'elettronica, quello che un Luna Park è per un bambino.
Negozi sottoterra (per i giapponesi B1), negozi al pianterreno (per loro primo piano) e su, su fino all'ottavo piano e oltre. Se soffrite di agorafobia, non ci andate, se non vi piace stare in mezzo alle persone, non ci andate, se avete pochi soldi non ci andate!! Perché non ci sono solo gli articoli di tutte le marche ad attirarvi luccicanti sugli scaffali interni ed esterni dei negozi, ma ci sono anche gli strilloni fuori da ogni negozio che urlano con tanto di megafono le offerte del momento e addirittura ragazzine vestite, o svestite, a metà fra una cameriera e una Gothic Lolita che fanno volantinaggio pubblicizzando i prodotti più svariati.
Insomma, un po' ubriaca da tutta questa confusione, un po' ubriaca di stanchezza, affronto tutto questo, stoica ma con le ginocchia un po' traballanti. E così una sera mi trovo al settimo piano di un negozio, quando a un tratto sento le ginocchia che si piegano e la testa comincia a girare, o... è tutto il resto che gira intorno a me. Sto per cadere e mentre cerco con un moto d'orgoglio di darmi un po' di contegno e restare in piedi mi dico: "porca la miseria... stavolta sì che sono stanca". Ed ecco che sono in piedi, ma non è proprio in piedi in piedi, sembro più la torre di Pisa e tutto intorno a me continua non proprio a girare, ma c'è un tale casino che non riesco proprio a capire cosa stia succedendo e poi mi accorgo che tutti urlano, e le cose cadono dagli scaffali, le persone corrono e... porc la miser.. !! Un terremoto!!! Scappo! O... scappo? Sì scappo! No, non scappo! La gente scappa, urla, ride ma dove sta andando? L'uscita non era di là? Ah! Ecco! Stanno scappando non verso l'uscita, ma verso gli scaffali per salvare gli oggetti che ci sono sopra. E gli altri che fanno? Scappano, si? No? Insomma, ma che devo fare? Scappare e fare la figura della fifona o stare a guardare cosa stanno facendo gli altri? Rido anch'io? Ma non c'è nulla da ridere! Anzi! E poi io ho paura! Ma poi mi calmo e vedo che le cose stanno in questo modo: i commessi corrono verso gli scaffali per salvare gli oggetti, e i clienti, quasi tutte ragazzine, ridono perché non riescono a stare in piedi. In effetti la scossa si è sentita molto, il palazzo oscilla ma a quanto pare, i giapponesi, abituati a queste scosse, hanno capito la non gravità e hanno saputo mantenere la calma.
Fu una scossa molto forte e ancora la ricordo come una bruttissima esperienza e per quel giorno lasciai perdere il lavoro e tornai in Ryokan a cercare di capire cosa avessi rischiato.
Altre volte mi è capitato di essere a Tokyo durante scosse forti o meno forti, soprattutto di notte. Nel sonno. Sono sempre molto stanca e a causa del fuso orario non dormo molto. Ma svegliarsi di notte a causa di un terremoto è veramente traumatizzante. Anche perché ci vuole un po' prima che realizzi che non era il fantasma del sogno, che ti stava spostando il letto, ma appunto si trattava di una scossa.
Mi è tornata in mente questa esperienza proprio oggi che ho visto le notizie su TG24 della chiusura del G8 e della visita dei "grandi", George Clooney compreso, alle macerie del terremoto in Abruzzo. Mi trovavo a Tokyo quando è successo e tutti i giapponesi che mi conoscono mi hanno telefonato in Ryokan per dirmelo e chiedermi se avessi parenti o conoscenti in quella regione. C'è stata molta angoscia quella sera, perché le informazioni non erano precise. Poi al mio ritorno in aereo ho letto le varie notizie su La Repubblica, i racconti dei superstiti, dei pompieri e dei volontari della protezione civile, le ricerche ancora in corso, i salvataggi miracolosi e dopo sole poche righe ho dovuto smettere. Nascondere le lacrime in aereo è quasi impossibile.


domenica 21 giugno 2009

Patata giapponese





Questo bancone contiene dolci fatti di patate, credo si chiamino jagaimo. Le patate giapponesi sono di due tipi e le jagaimo, appunto, sono adatte per fare tantissimi tipi di dolci. Dalle patate caramellate (le prime a sinistra nella foto), alla mousse cotta al forno a forma di gondola (ultimo vassoio a destra), fino ad arrivare al gelato che di solito è di colore viola. E' molto più dolce di quella americana che arriva in Italia, ma meno fibrosa, più pura diciamo e quindi più lavorabile. Vengono vendute anche grezze, cotte a fuoco lento e si possono trovare o sottovuoto in qualsiasi supermarket o vendute ancora calde per strada dai tipici carretti che sanno di tradizione. Se andate in Giappone, non perdete l'occasione di assaggiarla!!


lunedì 18 maggio 2009

LE RAGAZZE GIAPPONESI

Dall'alto della mia alta classe (e questa frase la dice lunga) non riesco a non rimanere allibita quando cozzo per strada con una giapponese che vuol farsi notare.
C'e' n'e' per tutti i gusti, dalle gothic lolita, alle super abbronzate, da quelle che portano i jeans sotto il vestito a quelle che non portano i jeans, e neanche il vestito!!
A parte l'abbinamento di colori (in un'unica persona si puo' intravvedere l'intero arcobaleno) anche l'abbinamento di tessuti lascia a desiderare. Per non parlare delle scarpe!!! Quelle, proprio, non sanno a cosa servono a parte l'evitare di camminare nudi!!!
A Natale sono capaci di usare i sandali, e in estate gli stivali!!
E non ci sono limiti di colore, anche in inverno!!! Puoi vedere scarpe coi fiori color pastello in pieno dicembre e ballerine in pieno acquazzone (e dire che qui le previsioni del tempo funzionano!!).
Ma la cosa che piu' mi fa impazzire e' quel trascinare le scarpe come se quelle avessero fatto male a qualcuno!! Scarpe col tacco (che dovrebbero servire ad apparire piu' femminili -Il diavolo veste Prada insegna) vengono scarrozzate come fossero le scarpe di uno di ritorno da un pellegrinaggio. Ma allora cosa le mettono a fare? Mettiti un paio di scarpe da tennis e almeno non mi rompi i timpani mentre cammini!! Si' perche' il problema sta anche in questo. Non solo e' poco bello vedere una che trascina le scarpe, che ti sembra di provare pieta' per le poverine (oh! le scarpe mica le ragazze) ma il problema piu' grosso e' che ti spaccano i timpani col casino che fanno all'interno di una stazione di metropolitana, dove tutto rimbomba. La mamma come la mia non ce l'hanno? Io da bambina se trascinavo una scarpa me ne arrivava subito un'altra in piena fronte, o nuca (a seconda dell'agilita' del momento, perche' che come tutte le mamme, quando ti doveva punire diventava una contorsionista!!).
E che dire degli studenti con tanto di divisa della scuola, con lo stemma, il berretto, la camicia bianca abbottonata fin l'ultimo bottone e poi... le scarpe calzate come se fossero sandali romani!! Ma il papa' che ti urla: "de fero te le devo compra' quelle scarpe" neanche lui ce l'ha?
Sara' che siamo il paese della moda (e si vede da come mi vesto - vedi foto in pubblicazione venerdi') ma io dopo 10 anni ancora non ci ho fatto il callo (ma forse loro si", ma quello vero!!)

E ora vi lancio le novita' in uscita e... abbassatevi!! Magari e' una scarpa!


La Madonna di Akemi Takada (libro illustrato - no comment sul titolo!!)
Statue alte 18 cm in pvc di Creamy Mami
Strap con ciondoli in pvc di Creamy Mami
Cuscino in stoffa di raso con disegno di viso di Creamy Mami (molto bello)
Cuscino in stoffa di raso con disegno di Posy e Nega (molto bello anche questo)
Bicchieri termici con diversi disegni di Creamy Mami (4 diversi)
Peluche di Posy e Nega alti 16 cm

One Piece Super Styling Figure Bandai set di 5 pezzi (Luffy, Nami, Robin, Brook e Chopper su papera, ops non ricordo il nome!)

Saint Seiya Agaruma parte IV Bandai (Pesci, Pegasus, Sagittario, Virgo, Ikki)

Dragonball gashapon Movie & Tv 6 pezzi diversi

Telo da bagno (o mare) di Totoro (bellissimissimissimo)
Portachiavi di Ponyo sempre rotondo sempre con mare ma di colore arancio e lui all'interno che "galleggia"
Set 2 magneti (3 set diversi) di Ponyo
Barattolo di vetro con all'interno figura del gattobus in ceramica (bellissimissimissimo)
Barattolo di vetro con all'interno figura di Gege in ceramica

Questo e' un elenco di magliette fantastiche, una piu' bella dell'altra. Sono tutte a maniche corte e di ottima qualita' sia per la stampa che per il cotone. Ma soprattutto sono ORIGINALI!!!

Maglietta azzurro turchese con disegno di Kyashan (fantastica!!!)
Maglietta sfondo bianco con disegni piccoli di Il magico mondo di Paul
Maglietta grigia con disegno del maialino di Time Bokan che si arrampica sulla palma, con la parte bassa del disegno di vari colori (bellissima)
Maglietta base rosa scuro con disegno dell'Ape Maya
Maglietta bianca con disegno blu sulle spalle dei Gatchmen
Maglietta nera con scritta a lettere tipo toppa di Batman (non c'entra nulla ma che male fa?)
Maglietta bianca con disegnati sul davanti tutti i tipi di Mobile Suite di Gundam